In questi giorni di cazzeggio e studio, peraltro distribuiti bene durante la giornata, risultato delle grandi opere della mamma che fa tutto e coccola, mi sono deciso finalmente, come molti italiani, ad entrare nel vortice Heroes, la serie televisiva che sta andando su Italia 1 la domenica. Essendo girata quasi interamente a NYC, mi è venuto in mente che è da troppo tempo che di USA qui se ne parla poco, e così complice la tremenda nostalgia che viene dalle immagini della Big Apple in Heroes, mi sono deciso a postare qualche fotina del mio viaggio.
La meraviglia di luci sono quelle che notte e giorno vivificano Times Square, meraviglioso ombelico vitale della città, prima tappa subito dopo il nostro arrivo in ostello. L'effetto che fa è quello di una sbronza permanente e idiota, lo stesso che si nota guardando il video che riprende tutta la nostra permanenza a New York. La transenna serviva ad evitare le bande di ragazzini che a Pasqua avrebbero combinato di tutti i colori (così ci riferiva un agente addetto alla Security, che parlava italiano perchè per "du anni ho fatto servizzziooo a Centocelle!!!"). L'emozione è stata davvero enorme, tutto quello che si vede in tv, nei collegamenti degli inviati dei Tg, il famoso Capodanno a Times Square, finalmente l'avevamo sotto gli occhi, e non c'è stato nessuno scarto in negativo tra la nostra aspettativa e la realtà. Una meraviglia. Ahhhhh, assolutamente da visitare e provare.
Altra famosa attrattiva della città, il monumentale Empire State Building. Bella bandierona americana in vista, in God we trust ovunque, to protect and serve you anche nei cessi.
Per arrivare a conquistare NYC dall'alto di ben circa 80 piani, l'orario in cui la fila di un'ora e mezza era la più breve era intorno alla mezzanotte. E così abbiam fatto. Armati di buona volontà, di 8 sciarpe, 7 maglioni, 4 cappucci con piumino, iniziamo la fila da fuori, per poi continuare quella dentro per il check-in, esatto come in aereoporto. Quanto ce tengono st'americani alla sicurezza signora mia, che glielo dico a fà!?!?
La cosa divertentissima oltre alle nostre voci quasi assenti il giorno dopo per il congelamento, era l'altra voce della guida dell'apparecchietto che c'avevano dato per gustarci i vari Districts di Manhattan. Bene, la nostra voce guida era ovviamente femminile, ma tale sedicente Tony, che si era trasferit"a" ad Astoria e a Nyc si trovava benissimo ecc ecc Boh, la domanda sull'ambiguità voce, nome (tony ovviamente tipico nome italiano ehe?!) ancora resta senza risposta.
Speravamo tutti sulla prontezza dell'ossigeno lì dietro alla cabina di comando in caso di...

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